All’indomani della festa celebrativa del matrimonio dei pargoli, siamo a casa e solo adesso noto la vera mancanza della presenza degli stessi. Loro, anche se tanto tempo, liberi di vivere la loro vita legati da un sigillo che, adesso, li accumunerà per sempre. Questa è vecchiaia, la mia, che mi porta a gioire della loro felicità ma anche a sentire una forte malinconia che mi prende alla gola. Definire malinconia è semplice, basta essere in la negli anni e riuscire ad essere felici con quel velo di amarezza che ti porta a pensare se hai fatto abbastanza o sei hai avuto delle mancanze nell’offrirti agli altrui sentimenti.

Con i ragazzi ho provato a aprirmi ma credo di non esserci riuscito appieno, per la mia “virtù” di non lasciarmi mai completamente andare. Vedere i ragazzi festeggiati e celebrati dai propri amici senza alcun freno inibitorio mi fa pensare di aver forse commesso qualche errore negli anni: loro si sono manifestati con il loro amore verso i pargoli senza aver timore di sembrare goffi nelle piccole vergogne che scendevano come lacrime di commozione. I pargoli stessi, sottolineando il loro amore, non avevano alcun timore a mostrare il loro intimo più profondo, anche alla presenza di un mucchio di persone che restavano li in silenzio a vedere, quasi increduli, che ai nostri giorni potessero esistere persone così belle.

Il primo commento avuto con il papà della sposa è stato “che bello, c’era proprio bisogno di persone così belle e pulite”.

Vedere i ragazzi così uniti, anche se nel contesto celebrativo può sembrare semplice, mi ha ricordato di non aver quasi mai goduto di amicizie così solide e belle, vuoi per esperienze, vuoi per invidie e vuoi per tutte quelle vicende che ti assalgono che si chiamano “vita”. Torno a parlare dei ragazzi, belli come il loro sole dei trent’anni, dopo averli conosciuti negli anni ed apprezzato i loro cambiamenti e le loro crescite, li vedevo vicini e mi sentivo, come fossi stato uno di loro. Che dire, è facile sentirsi il vecchio di un gruppo così bello ed assortito negli animi, ma credetemi così è stato e spero lo sia per sempre. I miei ventanni e i successivi trenta sono stati felici ma non hanno goduto di quella spensieratezza e di quella voglia di goliardia che a oggi mi manca davvero, e passi indietro come ben sapete, sul calendario non se ne  possono fare.

Auguri di felicità assoluta ragazzi, vi voglio bene.

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